A Roma e Ostia l’eclissi di Luna e la Grande Opposizione di Marte (Con resoconto)

Luna Rossa Eclissi totale di Luna

La Luna diventa rossa durante l’eclissi totale perchè riceve solo la luce solare che filtra attraverso l’atmosfera terrestre, che la tinge di rosso. Nostra foto della totalità del 29 settembre 2015.

* In fondo all’articolo un resoconto fotografico degli eventi *

A Roma e al Borgo di Ostia Antica due eventi gratuiti e senza prenotazione dell’Accademia delle Stelle per l’incredibile notte del 27 luglio 2018: Grande Opposizione di Marte ed eclissi totale di Luna nella stessa sera!

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La Notte della Luna a Roma

Inomn RomaSabato 20 ottobre 2018 in tutto il mondo si celebra la Notte Internazionale della Luna (InOMN). A Roma, per il nono anno consecutivo, Accademia delle Stelle aderisce a questa iniziativa della NASA organizzando una manifestazione gratuita di osservazione del nostro satellite attraverso i telescopi.

La cittadinanza è invitata ad ammirare la Luna, Marte e altri meravigliosi oggetti celesti con i telescopi dell’Accademia delle Stelle presso il cortile di San Gregorio Barbarigo (qui) a partire dalle ore 21, la sera di sabato 20 ottobre.

La manifestazione si tiene dal 2010 in tutto il mondo su iniziativa della NASA per celebrare la scienza e l’esplorazione della Luna. Accademia delle Stelle ha aderito fin dalla prima edizione. Notte della Luna+

Sabato 20, con i telescopi si potranno osservare anche altri oggetti oltre alla Luna e a Marte, ad esempio alcune bellissime stelle doppie nonchè i pianeti Urano e Nettuno.
Verrà data al pubblico ampia consulenza astronomica con spiegazioni e illustrazione del cielo.

L’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/2170717259850788/

L’ingresso è gratuito e non c’è bisogno di prenotazione.
Notte della Luna

 

 

 

 

 

 

La Legge di Hubble-Lemaître

Espansione Universo Hubble-LemaîtreLa prima persona ad aver capito che l’universo non può essere statico ma in espansione (o in contrazione) è stato il sacerdote belga George Lemaître, due anni prima di Hubble. L’Unione Astronomica Internazionale deciderà il 30 agosto se intitolare la legge di espansione dell’universo anche a lui. Continua a leggere

Perseidi, le stelle cadenti di agosto e gli altri sciami di meteore

Ogni anno, ad agosto, assistiamo ad un aumento del numero delle stelle cadenti visibili in cielo: si accende infatti lo sciame meteorico delle Perseidi, che ha il massimo di attività il 12 agosto. È la pioggia di stelle cadenti più famosa di tutte perchè immortalata da Pascoli nella poesia “X Agosto” (per la precessione degli equinozi la data si è spostata di due giorni, dal 1867 ad oggi!)

Visibilità delle Perseidi nel 2018
Per il 2018 è prevista un’ottima apparizione delle stelle cadenti.
Se infatti le Perseidi sono attive per un periodo molto lungo (metà luglio a quasi tutto agosto), mostrano la massima attività dal 10 al 15, con un culmine attorno al 12 agosto. L’apparizione del 2018, che avrà il centro del massimo nella notte tra il 12 e il 13 agosto, è favorita dalla Luna che sarà nuova l’11. Seguendo le indicazioni di questo articolo sarà possibile godersi al massimo lo spettacolo.

Cosa sono le stelle cadenti
Le stelle cadenti, o meteore, sono brevi ed improvvise scie luminose visibili in cielo provocate dall’ingresso in atmosfera di piccoli (anche 1 millimetro) frammenti rocciosi che si muovono ad altissima velocità. Il più delle volte il calore disintegra il sassolino e provoca il fenomeno luminoso. Se il meteoroide è abbastanza grosso, può sopravvivere alla fase luminosa, rallentare, e raggiungere al suolo cadendo senza più scia: succede continuamente e una minuscola parte di queste meteoriti viene recuperata arricchendo le collezioni di privati e di istituti di ricerca.

Cosa sono le piogge di stelle cadenti
Tranne casi sporadici, il più delle meteore che vediamo in cielo proviene da flussi molto rarefatti di particelle cosmiche staccatesi dalle comete (o, più raramente, da asteroidi). Così il 12 agosto siamo nel cuore dello sciame lasciato dalla cometa Swift Tuttle, mentre il 16 novembre siamo in quello della Temple Tuttle e così via. Poichè l’orbita dei corpi progenitori è fissa nello spazio, e così lo è pure l’orbita dei meteoroidi, la Terra la attraversa sempre nello stesso periodo dell’anno, e da qui nasce l’appuntamento annuale con le varie piogge di meteore, ognuna originata da una diversa cometa o meteora.

Perseide colorataIl nome delle stelle cadenti
Poichè, come abbiamo visto, tutte le particelle che producono le meteore condividono la medesima orbita, un osservatore le vedrà provenire tutte dalla stessa direzione. Il punto da cui le stelle cadenti sembrano provenire si chiama radiante. Convenzionalmente, il nome dato ai diversi sciamo deriva da quello della costellazione che ospita il radiante. Quindi le stelle cadenti di agosto, che appaiono provenire da dentro i confini della costellazione di Perseo, si chiamano Perseidi, e così via per tutti gli altri sciami: Leonidi, Orionidi, Liridi, eccetera. Le stelle cadenti di gennaio presero il nome dalla costellazione del Quadrante Murale, che negli anni Venti fu soppressa, e si chiamano quindi Quadrantidi.

Quante stelle cadenti si possono vedere
Il “fondo” di stelle cadenti, a prescindere dagli sciami, è di qualcuna ogni ora: gli sciami aggiungono il loro contributo. A fine luglio gli sciami attivi importanti sono tre, e si ha una notevole attività meteorica, durante la quale si può osservare agevolmente una meteora ogni pochi minuti, come accade anche durante il massimo degli sciami più cospicui. Per poter osservare il maggior numero di stelle cadenti è fondamentale attenersi alle seguenti regole:

Stella cadente via latteaCome osservare le stelle cadenti
Quando mi chiedono dove bisogna guardare per poter vedere più stelle cadenti rispondo sempre: “in alto!” È infatti sottostimata l’importanza di un’osservazione continuativa del cielo durante una pioggia meteorica per poter vedere tutte le stelle cadenti che si formano in cielo. D’altro canto è irrilevante se si osserva in direzione del radiante o altrove. Io personalmente osservo a 90° dal radiante e a 50° dall’orizzonte per poter osservare le scie luminose in tutta la loro lunghezza. Queste sono le altre fondamentali indicazioni per l’osservazione: essere comodi e ben coperti (una sedia a sdraio è ottima per garantire il confort), guardare l’area di cielo scelta senza distrarsi, osservare da cieli bui (più buio è il cielo e più stelle cadenti si vedranno) e con gli occhi adattati all’oscurità.

Come fotografare le stelle cadenti
Con le moderne reflex, anche le più economiche, è relativamente facile fotografare le stelle cadenti con un semplice cavalletto fotografico. Usando un obbiettivo panoramico, inquadrando una zona di cielo il più possibile esente da inquinamento luminoso (e magari includendo un elemento del paesaggio), occorre scattare foto a raffica per un tempo lungo per aumentare la probabilità di catturare la scia di una meteora. Le singole pose possono essere di circa 30 secondi. Tendenzialmente gli ISO saranno alti e il diaframma basso: i valori esatti si troveranno facilmente con poche prove. Infine un consiglio fondamentale per essere sicuri di avere buoni risultati: curare attentamente la messa a fuoco!

Elenco dei principali sciami meteorici
Quella di agosto è solo la più famosa pioggia di stelle cadenti: in realtà se ne conoscono un centinaio, che si verificano in diversi momenti dell’anno. Di seguito la lista dei più importanti sciami meteorici, con il loro periodo di attività e la data del massimo. La colonna ZHR (zenithal hourly rate, tasso orario zenitale) è indicativa di quante stelle cadenti si potrebbero osservare durante il culmine di attività meteorica dello sciame in condizioni ideali (radiante allo zenit e cielo buio e interamente controllato). Ovviamente, dato che il radiante non sempre è allo zenit, nè si osserva da cieli totalmente scevri di inquinamento luminoso e nemmeno si può vedere l’intera volta celeste, il numero di meteore osservabili è sempre inferiore allo ZHR che per di può è un dato variabile per uno stesso sciame nei diversi anni e quindi è solo indicativo. Le Leonidi hanno superato per diversi anni, tra il Novecento e il Duemila, lo ZHR di 1000.

Pioggia di stelle cadenti 1872

Sciame e Periodo Data del massimo ZHR
Quadrantidi
1 – 5 gennaio
3 gennaio 130
Liridi
15 – 24 aprile
22 aprile 30
Eta Acquaridi
21 aprile – 16 maggio
5 maggio 50
Delta Acquaridi
14 luglio -18 agosto
28 luglio 15
Alfa Capricornidi
16 luglio – 29 agosto
(24 luglio)
1 agosto
var.
Perseidi
23 luglio – 18 agosto
12 agosto 110
Orionidi
13 – 29 ottobre
21 ottobre 25
Leonidi
14 – 20 novembre
17 novembre var.
Geminidi
6 – 17 dicembre
13 dicembre 60

PerseidiBolidi e osservazione scientifica
Convenzionalmente si chiamano bolidi le meteore che superano la magnitudine di Venere (circa -4). Alle volte le stelle cadenti possono essere straordinariamente luminose, con scia persistente per minuti, possono frammentarsi e persino produrre rumori (tramite meccanismi elettromagnetici). Se si assiste ad un fenomeno del genere è opportuno segnare immediatamente l’ora, la durata e luminosità del fenomeno (se lascia un’ombra evidente è di magnitudine -8 circa) e soprattutto il suo percorso in cielo: da quale costellazione è partita e in quale si è spenta. Osservazioni di questo tipo sono molto importanti e vengono raccolte da reti dedicate (ad esempio la Sezione Meteore UAI).
Al di là di eventi eccezionali, l’osservazione scientifica delle meteore consiste nel conteggio (ogni osservatore si limita ad una area di cielo che può controllare perfettamente) o nel riportarne su una mappa celeste la traiettoria per individuare il radiante (che si sposta leggermente notte dopo notte). I metodi sono standard e sono esposti in questo articolo sull’osservazione visuale di meteore.

I nostri eventi in programma: https://www.facebook.com/pg/accademia.dellestelle/events/

Detto ciò non mi resta che augurarvi buona osservazione e buona caccia!!

[Paolo Colona]

Scuola di astronomia: tutti i corsi dell’Accademia delle Stelle

7Scopri i segreti del cielo con la Scuola di Astronomia dell’Accademia delle Stelle!
Sei corsi differenti durante tutto l’anno: teorici e pratici, base e avanzati, rivolti a tutti.

Presso l’Accademia delle Stelle si possono frequentare durante tutto l’anno sei corsi di astronomia, due per trimestre, uno il lunedì e l’altro il giovedì.
Il calendario dei corsi si trova in fondo alla pagina.
I sei corsi della scuola di astronomia sono tra loro indipendenti e, nell’insieme, costituiscono un’opportunità ideale per entrare nel mondo dell’astronomia.
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Scuola di Archeoastronomia 2018 (Con resoconto)

Scuola di Archeoastronomia-Roma-SIA

* In fondo all’articolo un resoconto fotografico della Scuola di Archeoastronomia*

Scuola di Archeoastronomia 2018: un corso di 25 ore per capire l’archeoastronomia, i suoi metodi, i suoi successi e apprendere il modo per riconoscere ed evitare errori nella ricerca.

Il corso, tenuto da professionisti, è rivolto a tutti ed è riconosciuto dal MIUR come corso di aggiornamento per docenti. Si svolgerà (venerdì 20 e sabato 21) al Padiglione Didattico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ed ha il patrocinio della Società Italiana di Archeoastronomia.
Un attestato di partecipazione sarà rilasciato a chi frequenta la scuola, alla quale si può partecipare anche da auditori se si volesse seguire solo una parte del programma (dettagli in fondo all’articolo).

Descrizione: Percorso formativo in tre giorni composto da lezioni in aula, visite guidate ed osservazioni astronomiche volto all’acquisizione di nozioni e competenze necessarie allo svolgimento e allo studio di ricerche archeoastronomiche.

Obiettivi: Fornire le competenze fondamentali per comprendere stato dell’arte, complessità metodologica e potenzialità della ricerca archeoastronomica, e per valutare la validità delle teorie sull’argomento.

Docenti:
dr. Paolo Colona, astrofisico ed archeoastronomo, responsabile della Sezione di Ricerca UAI “Archeoastronomia e Storia dell’Astronomia”, direttore della Scuola.
Dr. Luca Attenni, archeologo, direttore dei musei archeologici di Alatri e Lanuvio.
Dr. Jacopo Niccolò Cerasoni, archeologo (Universitat Rovira i Virgili, Tarragona, España; Department of Archaeology, Exeter, UK).

Programma:
VENERDÌ 20 LUGLIO
10.00 apertura della scuola e presentazione
10.30 – L’importanza dell’Astronomia presso le civiltà antiche.
– L’esempio etrusco: il templum augurale, Marzabotto.
– Stonehenge, Piramidi di Giza, Mitraismo, miti astronomici: come nascono le scoperte dell’archeoastronomia
– La precessione degli equinozi e la sua utilità in archeoastronomia
12.30 – 13.00 discussione
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14.00 – Teorie archeoastronomiche false: rassegna di esempi e i metodi per evitare gli errori in archeoastronomia
16.00 – discussione
16.30 – Origine, mitologia e storia delle costellazioni. Le costellazioni come reperti archeologici, la teoria dei quartetti, le fonti storiche, l’Atlante Farnese.
18.00 – Visita al Museo Etrusco di Villa Giulia
20.00 – chiusura del primo giorno.

SABATO 21 LUGLIO
10.00 – Accortezze metodologiche nello scavo e nell’interpretazione del materiale archeologico
12.30 -13.00 discussione
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14.00 – Archeoastronomia materiale nelle Isole Britanniche. Il Sole e la Luna dei cacciatori-raccoglitori del Regno Unito; funzioni, simboli e significati astronomici nei paesaggi preistorici della Gran Bretagna; i siti megalitici con allineamenti astronomici
17.00 L’astronomia ad occhio nudo: per fare scoperte archeoastronomiche occorre sapere cosa cosa si può (e cosa non si può) osservare in cielo
– I risultati dell’astronomia antica
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19.30 – Visita con permesso speciale alla Sala dello Zodiaco di Villa Giulia.
Ore 21-23
osservazioni astronomiche: fondamenti di astronomia; le basi dell’osservazione ad occhio nudo; riconoscimento di stelle, costellazioni e pianeti; osservazioni al telescopio
23.00 – chiusura del secondo giorno

DOMENICA 22 LUGLIO
10.00 – Visita a siti di interesse astronomico a Roma (appuntamento a Santa Maria degli Angeli)
15.00 – chiusura della scuola

Prezzi e modalità di iscrizione
L’iscrizione alla scuola costa 85€.
Link per iscriversi: Scuola di Archeoastronomia 2018
La quota di iscrizione comprende, oltre alle attività (lezioni in aula, osservazioni astronomiche, visite culturali, materiale didattico):
♦ Associazione alla UAI
♦ Un anno di abbonamento alla rivista Astronomia (formato elettronico)
♦ Almanacco astronomico UAI 2019 (formato elettronico)
♦ Ingresso al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e visita guidata
♦ Visita con permesso speciale alla Sala dello Zodiaco
♦ Materiale didattico
♦ Attestato di partecipazione

È possibile seguire  la scuola da auditori acquistando fino a due delle quattro sessioni frontali (dei punti precedenti, questa modalità include solo la visita al museo):
• mattina di venerdì – acquista
• pomeriggio di venerdì – acquista
• mattina di sabato – acquista
• pomeriggio di sabato – acquista

Nota per i docenti che desiderino frequentare la Scuola:
L’UAI, che eroga la Scuola di Archeoastronomia, è Ente Accreditato presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) e può erogare corsi di formazione per i docenti.
La  Scuola di Archeoastronomia è stata inserita nella piattaforma S.O.F.I.A. (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento) e i docenti possono accedere al bonus per l’aggiornamento che vale 25 ore.

 

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Resoconto dell’evento

Alcune foto della fantastica Scuola di Archeoastronomia 2018, conclusasi con un lungo percorso tra le meraviglie archeoastronomiche di Roma.

È stata un’esperienza indimenticabile con un bellissimo gruppo di discenti motivati e interessatissimi.
Ringraziamo il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia per l’ospitalità, la Società Italiana di Archeoastronomia per il patrocinio e tutti i partecipanti che hanno condiviso con noi tante emozioni ed esperienze formative!