La Variabilità delle Sette Sorelle

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Le Pleiadi, note anche come Sette Sorelle, sono un famoso ammasso aperto di stelle visibile nella costellazione del Toro, a circa 440 anni luce da noi. Anche se appaiono evidenti in cielo le sette stelle più brillanti, in realtà le Pleiadi sono un gruppo stellare contenente centinaia di giovani astri, dell’età di circa 100 milioni di anni.

Nonostante la loro vicinanza, ci sono ancora molte incognite relativamente a queste stelle, in gran parte proprio per la loro brillantezza, che può risultare problematica per l’osservazione da parte dei telescopi. Ma ora un team di astronomi internazionali ha trovato un modo per aggirare il problema, utilizzando il telescopio Kepler per scoprire e studiare una variabilità nella luminosità delle Pleiadi più famose.

Lo studio è guidato da Tim White della Aarhus University in Danimarca ed è stato pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Il team ha utilizzato una nuova tecnica chiamata fotometria d’alone (halo photometry), in grado di individuare variazioni di luminosità relative nelle stelle, anche se le stelle stesse sono troppo brillanti per essere analizzate direttamente: l’algoritmo misura cambiamenti nel valore di pixel vicini a quelli che hanno raccolto il segnale più luminoso. In questo modo gli scienziati hanno scoperto che le Sette Sorelle sono stelle variabili.

La gran parte di esse appartengono alla classe delle stelle di tipo B lentamente pulsanti, con luminosità che variano nel giro di 1-5 giorni. Ma una stella, Maia, si è rivelata differente, con cambiamenti regolari di luminosità ogni 10 giorni. Grazie a una serie di osservazioni spettroscopiche tramite il telescopio Hertzsprung SONG il team ha determinato che le variazioni di luminosità della stella registrati da Kepler coincidono con cambiamenti nell’elemento manganese presente nell’atmosfera stellare. Sembra che le variazioni di Maia siano prodotte da un’ampia zona sulla superficie della stella, che appare e scompare man mano che la stella ruota, con periodo di dieci giorni.

Il telescopio Kepler non ha identificato esopianeti in transito durante questo studio, ma il team afferma che il nuovo algoritmo potrà essere d’aiuto alla comunità scientifica per individuare altri pianeti in orbita attorno a stelle brillanti.
[ Barbara Bubbi ]

http://astronomy.com/news/2017/08/kepler-discovers-pleiades-variability

Image Credit & Copyright Ezequiel Etcheverry

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